È andata in onda in Kenya una produzione indipendente che mette alla berlina le associazioni internazionali che vogliono "salvare l'Africa" ma non sanno come. Protagonista la fantomatica Aid for Aid. Il regista: «Mi sono ispirato alla realtà per far ridere e riflettere».
L'attenta e brava Gabriella Meroni ci fa scoprire non la classica notizia legata agli aiuti ma, a mio avviso, qualcosa di diverso. L'articolo ci aiuta a comprendere meglio come la percezione dell' "aiuto-internazionale", da parte di molti africani (una classe di persone nuova, cosciente e informata, tecnologicamente attiva e colta), sia cambiata da qualche anno e non deve sorprenderci più di tanto (Dambisa Moyo ha fatto scuola / 1 - 2 ).
Inutile dire che le nuove tecnologie (dal web, ai social soprattutto... ) amplificheranno sempre più tale fenomeno di "presa di coscienza dell'assistenzialismo viziato" aiutando, nel loro piccolo, a dare forse una svolta e nuove regolamentazioni a quella giungla composta da infinite Ong (più di 4000 nel solo Kenya... ) che ogni giorno, per amore dell'Africa, s'impegnano per davvero, ci provano o fanno finta di farlo.
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